Ozieri, Sabato 4 Aprile 2020

:: I Monumenti

Il Ponte Romano "Pont'Ezzu" (Ponte Vecchio)

Una veduta del Ponte Romano - Ozieri.
Il ponte è un notevole esempio di architettura monumentale, costruito dai Romani in età imperiale. Lungo 89 metri e largo 4,30, è stato realizzato su sei arcate per il superamento del Rio Mannu di Ozieri, lungo il percorso che collegava Olbia alla strada Karalibus-Turrem (Cagliari-Porto Torres) ed è stato utilizzato fino a qualche decennio fa.
Con i suoi circa 90 metri di lunghezza è uno dei maggiori e meglio conservati ponti romani dell'isola. Si sviluppa su sei fornici con raggi decrescenti dal centro ai lati. L'arco centrale è affiancato da due fornici a N e tre ad E. L'ultimo di questi, oltre a non avere il corrispetivo all'altra estremità del ponte, si presenta discordante con gli altri per dimensioni, tecnica e parametro dell'intradosso.
Le arcate a tutto sesto sono innalzate su robusti piloni che presentano a monte e a valle possenti rostri. Lo spazio fra i pilastri è lastricato. Tali manufatti, rostri e selciato, erano indisponsabili i primi per rompere la furia delle acque, il secondo perché le fondamenta non venissero usurate.
Le strutture portanti e i parametri sono realizzate i opera quadrata (opus quadratum), utilizzando il calcare trachitico locale; mentre il riempimento interno e le spallette sono in opera a sacco (opus incertum).
Dall'analisi degli elementi costruttivi è rilevabile che il fornice centrale con gli altri due per ogni lato risalgono ad un unico impianto, mentre l'ultimo a SE ad altro. Ma per ora non è possibile precisare l'ordine cronologico dei due interventi costruttivi.
Utilizzato fino agli anni Cinquanta, quando vennero abbattute parti delle spallette per far passare una ruspa, ha subito nel tempo continue opere di restauro che oggi sono visibili nelle riprese delle lacune effettuate con tecniche differenti.
La datazione del ponte, in mancanza di indagini finalizzate, viene stabilita per confronto ed è ascrivibile al periodo imperiale. I lavori eseguiti negli Anni '60 hanno canalizzato e cementificato il Rio Mannu, cambiando il corso naturale del fiume che non passa più sotto il ponte. Nel 1987, visto il grave stato di abbandono della zona, la Sezione WWF di Ozieri ha proposto al Comune un progetto di risanamento e valorizzazione dell'area, anche in considerazione della piccola zona umida ricca di presenze faunistiche. Il primo progetto, realizzato dal COmune con un cantiere-lavoro, è stato ritenuto dall'Assessorato Regionale alla Difesa Ambiente il miglior progetto presentato in occasione dell'anno europeo per l'ambiente e quindi premiato con un ulteriore finanziamento. Nel 1992 sono ripresi i lavori che, eseguiti su un nuovo progetto del WWF, prevedevano la realizzazione di un'oasi verde attorno al Ponte romano, che conciliasse gli interessi storico-archeologici con quelli naturalistici.

Flora e Fauna
Una veduta del Ponte Romano - Ozieri.
La flora dell'Oasi di Pont'Ezzu è quella tipica delle zone fluviali mediterranee, con presenza di Tamerici (Tamerix gallica e africana), Tife (Typha andustifolia) e Cannucce (Pharagmites australis).
Per creare un'oasi verde più consistente sono stati piantumati alberi ad alto fusto, scomparsi negli scorsi anni a seguito dei lavori di cementificazione del Rio Mannu; Leccio, Frassino, Ontano nero, Salice, Platano, Pioppo e arbusti della macchia mediterranea.
Nonostante le piccole dimensioni, nell'area sono stati effettuati interessanti avvistamenti di specie faunistiche, talvolta molto rare in Sardegna. Fra gli uccelli, oltre ai più presenti Airone Cenerino (Ardea cinerea) e Gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), si possono osservare il Martin Pescatore (Alcedo Atthis), la Sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides), la Gazzetta (Egretta garzetta), il Tuffeto (Tachybaptus rufficolis), il Piro-piro (Tringa hypoleucos), il Germano reale (Anas Platyrhynchos), il Gruccione (Merops apiaster), il Gheppio (Falco tinnuculus), il Falco di Palude (Circus aeruginosus), la Taccola (Corvus monedula) e numerose specie di piccoli passeriformi quali il Saltimpalo (Saxicola torquata), il Cardellino (Carduelis carduelis), il Verdone (Carduelis chloris), la Ballerina bianca (Motacilla alba), il Pettirosso (Erithacus rubecula), lo Strillozzo (Emberiza calandra), la Magnanima sarda (Sylvia sarda).
Fra gli anfibi sono presenti il Rospo smeraldino (Bufo virdis), la Raganella d'acqua (Hyla sarda) e il Discoglosso sardo (Discoglossus sardus). Delle specie di rettili troviamo la testugine marginata (Testudo marginata), la Testugine d'acqua (Emys orbicularis), la Lucertola tirrenica (Podarcis tiliguerta) e Campestre (Podarcis sicula Cetti), la Fienarola (Chalcides chalcides), il Biacco (Coluber viridiflavus) e la Natrice vioperina (Natrix maura).
Sono inoltre presenti, ma difficili da osservare, specie di mammiferi quali il Riccio (Erinaceus europaeus), la Donnola (Mustela nivalis) e il Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus).



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