Terra mia istanotte mi ses cara

Terra mia, istanotte mi ses cara

Prosegue la Rassegna di Libri Fotografici sull'Isola con il libro di Salvatore Ligios e Giovanni Fiori

La Rassegna "Obiettivo Sardegna" continua, Sabato 18 Aprile alle ore 18 nelle sale del Centro Culturale San Francesco, con un libro di grande impatto visivo, "Terra mia, istanotte mi ses cara" di Salvatore Ligios e Giovanni Fiori, con l'introduzione di Paolo Pillonca.
Alle nuove liriche del poeta Giovanni Fiori si accompagnano le suggestive immagini realizzate per questo lavoro dal fotografo Salvatore Ligios. Il libro, con l'introduzione di Paolo Pillonca, è una raccolta di poesie in lingua sarda (logudorese) estratte da Bisos e chertos sul tema della natura e del lavoro (nei campi) commentate con fotografie a colori realizzate per l'evento.

SALVATORE LIGIOS

Fotografo, nato a Villanova Monteleone nel 1949, ha dato alle stampe numerose monografie sul mondo equestre (Ardia, 1991; La Cavalcata Sarda, 1992; Storia del Cavallo Sarda, 1992; Sartiglia, 1994; S'Istangiartu, 1994; Sa Carrela, 1995; Caddhos, 1995) e pubblicato in diversi lavori sulle tradizioni popolari ( Il selavatico nelle tradizioni sarde, 1989, Reimundu Piras, 1990; Viaggio nel tempo, 1993; Chent'Annos, 1996; Ichnos, 1997; Piero Marras, 1998).
Registra al suo attivo diverse collaborazioni con poeti sardi insieme ai quali ha pubblicato volumi illustrati (Ammjos, 1992; Ermosuras, 1994; Canti d'acqua e di terre, 1995; Terra mia, stanotte mi ses cara, 1999).
In questi ultimi anni sta esplorando con particolare interesse il tema dell'identità legata alla propria terra, la Sardegna, con la presentazione di lavori esclusivamente in bianco nero (Crastos. Sentieri di pietra, 1995; Lácanas. Gl'incerti confini, 1997; Il paesaggio invisibile, 1997; Visto si stampi, 1999; Cumproadu. Imprentade, 1999).

GIOVANNI FIORI

Nato a Ittiri nel 1935, Giovanni Fiori è stato poeta e appassionato di poesia sin da giovane, collegandosi probabilmente, all'inizio, alla scuola poetica viva nel suo paese; e così, quando a Ozieri il concorso fondato da Tonino Ledda iniziò a diventare un punto di riferimento per tutti i poeti della Sardegna, fu pronto a parteciparvi, presentandosi a numerose edizioni e distinguendosi sino ad ottenere,nell'edizione del 1974, il primo premio con Luna sarda in mesu chelu: «Su pastore cun ojos de iddìa / t'abbàidat piena de lugore / tunda che un'aranzu in mesu chelu».
Emergono già da questi pochi versi i motivi ai quali si ispira: la contemplazione della natura, al centro della quale sta l'uomo, impegnato in una lotta quotidiana che non è solo per la sopravvivenza ma anche per l'affermazione dei valori umani, visti nel particolare come i valori dell'uomo sardo.
Sono venute poi altre esperienze e altre affermazioni, e la poesia ha continuato a essere fedele compagna di Giovanni, alternata agli impegni di lavoro (come sindacalista esperto dei problemi dei salariati) e a quelli della famiglia.

Articolo tratto dal sito web dell'Amministrazione Comunale di Ozieri (SS)