Ozieri, Lunedì 14 Ottobre 2019

Alfabeto di Strade - Alberto Masala

Presentazione del libro di Alberto Masala "Alfabeto di Strade"

Giovedì 23 aprile alle ore 18, nelle sale del Centro Culturale San Francesco

Alfabeto di strade (e altre vite) di Alberto Masala (Ed. Il Maestrale), a cura di Giancarlo Porcu.
La prefazione è di Alberto Bertoni, la Nota all'edizione e sulle rime sarde è di Giancarlo Porcu.

Dovevo scegliere. E, malgrado me stesso, ho scelto. Queste poesie e non altre… anzi, più che scelto, ho lasciato che sopravvivessero al loro naturale e congenito superamento. Un gesto che rasenta la generosità, dato che non insisto nell'amare ad oltranza ciò che scrivo.
Senza zappa sui piedi: ho serena consapevolezza che la scrittura, almeno la mia, sia una propaggine, un sunto di esistenza… di esistenze, che velocemente sa distaccarsi dalle miserie del corpo che l'ha provocata. Non ne soffro: sono fermamente convinto che l'unica cosa buona sia quella che ancora non ho scritto. E cerco di conservare questa tensione che forse mi permetterà di continuare a cercare finché vivo.
Non rinnego niente, ma sono già oltre da subito: la santificazione appartiene a coloro che fanno della poesia una forma di realizzazione o di rappresentazione. Io ne faccio necessità e strumento per praticare autonomia interiore, coltivarne la tensione, poterla testimoniare, e non essere punito per questo.
Penso che le fasi della poesia siano quattro, e non abbiano necessariamente una corrispondenza anagrafica: l'infanzia, in cui ci entusiasmiamo ricopiandone i colori; l'adolescenza, in cui dobbiamo affermare l'essere siglando le nostre tags sull'anima; la maturità, in cui la forma ci incanta.
La più pericolosa, quella che agita lo spettro della fama… e sappiamo bene che la fama è un cecchino che tira sul narciso, un terreno dove i più cadono e ne muoiono annoiandoci con la loro morte; e finalmente l'oltre, l'età della scrittura senza età, quella che non può parlare in nostro nome.
È a questa che ci rivolgiamo, in questa possiamo celebrare la festa dell'alleggerimento dall'io, dove i poeti che ci hanno preceduti ci stanno già osservando.


La selezione, che offre un panorama sulla scrittura dell'autore, negli anni, è divisa in due sezioni e cinque parti:
ALFABETO DI STRADE - la leggerezza [1987-1993, 12 testi] di venti o trent'anni fa… cercando coraggio.
- il ritmo [1985-2004, 12 testi] della poesia di strada, quando ancora rifiutavo la pubblicazione su carta… e si creda che non è facile per me vedere linearizzato ciò che è stato concepito come canto, voce, fino alla percussione… ho davvero compiuto uno sforzo di coercizione.
- il condominio [8 testi], un dialogo infinito colto allo stato attuale: il più facile da scegliere perché evidentemente generato già nella stesura cartacea.
- a tenore [9 testi], canti in sardo, prevalentemente d'occasione, che nella loro forma tradizionale mostrano quale sia la mia vera formazione prescolastica: la grande eredità della poesia sarda cantata, quella che rende conto immediatamente ai propri ascoltatori, e nella quale sono stato allevato naturalmente fin da bambino: infatti è il sardo la mia prima lingua.

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