Ozieri, Venerdì 20 Settembre 2019

Dario Coletti, ISPANTOS, A JOURNEY IN SARDINIA

5° appuntamento della Rassegna "Obiettivo Sardegna"

Si conclude venerdì 8 Maggio, con la presentazione del libro di Dario Coletti "Ispantos, a journey in Sardinia" la prima edizione della Rassegna di libri fotografici sull'Isola.

Si conclude, con questo ultimo appuntamento, il 5°, la prima edizione della Rassegna di libri fotografici sull'isola "OBIETTIVO SARDEGNA", con la presentazione attraverso la proiezione e il commento delle immagini del libro "ISPANTOS, a journey in sardinia" del fotografo romano Dario Coletti.
L'appuntamento è per venerdì 8 maggio alle ore 18.00 presso la sala convegni del Centro Culturale San Francesco. Sarà presente l'autore, la cui presentazione che sarà affidata al fotografo ed editore Salvatore Ligios.

ISPANTOS, A JOURNEY IN SARDINIA

Il recente libro fotografico realizzato da Dario Coletti, è un oggetto di valore per quel che riguarda la sfera strettamente editoriale; ma anche un lavoro significativo dal punto di vista teorico, linguistico, e potremmo dire addirittura filosofico.
Affermiamo ciò, con molta chiarezza, perchè scorrendo le pagine di questo libro abbiamo colto (almeno così pensiamo) lo spirito profondo che ha guidato l'azione dell'autore.
Da tempo sosteniamo come il fotoreportage sia pian piano caduto nell'abisso del conformismo scolastico e del tragico equivoco culturale relativo al tema del documentarismo. La fotografia non documenta nulla, semmai seziona, estrapola senso, amplifica il mistero, interpreta il reale, fende il vero per arrivare all’essenza oscura delle manifestazioni umane.
Le immagini scattate da Dario Coletti si collocano in un territorio espressivo in cui la fotografia non è ridotta a banale osservazione della realtà. Il fotografo, utilizzando sapientemente tutte le sfumature del linguaggio fotografico, ha compiuto un lavoro sull'universo sardo, rispettando la sacrale magia della terra e delle genti e salvaguardando ciò che di arcano caratterizza luoghi e persone.
Coletti ha dimostrato, con questa sua opera, come lo sguardo "colonialista" della maggior parte dei fotoreporter (sguardo che non gli appartiene) uccida l'anima di ciò che si intende evocare. L'autore di Ispantos, con intelligenza e sensibilità, non è caduto nella trappola controproducente della rappresentazione ma ha lavorato esplorando una dimensione "altra"; ciò gli ha consentito di far emergere l'enigma di un popolo e di un ambiente naturale, pressoché mitico.
Il viaggio visuale che ci propone Dario Coletti è una sorta di abisso onirico, di sogno ad occhi aperti, di abbandono della ragione per assaporare la forza primigenia dell'istinto. Non a caso il libro si apre con l'immagine di una strada deserta, di cui ovviamente non conosciamo la direzione. L'autore sembra dunque dare immediatamente un'indicazione precisa. La sua personale avventura sarda è stata un'esperienza libera, non decifrabile, priva di certezze, senza meta (per fortuna), persa in uno spazio mentale nel quale non è rintracciabile il concetto di tempo tempo. È stato appunto, come dicevamo, un sogno ad occhi aperti, una visione onirica che ha permesso al fotografo di collocarsi senza attriti culturali dentro un mondo che non ha bisogno di spiegazioni.
Tale libertà concettuale si è poi riversata anche nella struttura della composizione di un racconto visuale fortunatamente privo di uniformità stilistica. Coletti ha evitato il pericoloso tranello dell’omogeneità dello stile, questione che spesso finisce per ottundere la creatività dei fotografi. Così, quella che sembra essere una nociva discontinuità espressiva (finanche contenutistica) è invece la prova dell'autonomia dello sguardo dell'autore, il quale sembra aver privilegiato il rapporto interiore con la Sardegna piuttosto che la sovrapposizione delle sue convinzioni iniziali sull'essenza della realtà circostante.
Questo atteggiamento creativo non ha totalmente cancellato la sfera della ri-creazione della vita quotidiana in Sardegna, l'estetica dei volti o la geometria della quotidianità; ha semplicemente restituito sulla carta fotografica (e su quella delle pagine del libro) la dignità arcaica di un'isola che, artisticamente e fotograficamente, non ha bisogno di essere documentata ma solo di essere percepita, sfiorata, immaginata, sognata.

DARIO COLETTI

Fotografo pubblicista è nato a Roma nel 1959.
È vicedirettore dell'Istituto Superiore di Fotografia di Roma dove coordina il master annuale di fotogiornalismo. Le sue foto sono conservate presso la biblioteche e musei nazionali. Pubblica alcuni libri su temi antropologici e sociali, tra i quali: Ispantos ed Soter Editrice (Villanova Monteleone SS) 2006, Cooperazione in Trentino Alto Adige ed. Brennero der Brenner Trento 2003, Gente di miniera ed poliedro 1999, Ammentos catalogo sulle feste popolari in Sardegna 1997, Gesti ed. Sinnos (Roma) 1996, 180 Basaglia ed. Sinnos (Roma) 1996, Terr' 'e miniera (Iglesias 1994)Espone in gallerie e musei internazionali come: l'Opera House del Cairo, la galleria Mole di Tokyo, Palazzo delle Esposizioni di Roma, il centro Santa Chiara di Trento. Collabora con il teatro Eliseo di Roma sulla pubblicazione di una cartella di manifesti da collezione, con Tiscali sulla pubblicazione di schede telefoniche tematiche, con il musicista Enzo Favata per il quale cura la parte fotografica di copertine di alcuni suoi cd e per Medici Senza Frontiere realizzando un reportage ad Haiti. Collabora con testate giornalistiche nazionali ed internazionali. Partecipa a progetti collettivi come: "Wonders of Italy" Bruxelles febbraio 2007; "Il fotogiornalismo in Italia 1945-2005" linee di tendenza e percorsi dicembre 2006 Milano; "Storie Brevi" tratta dal libro "Ispantos" alla stazione Termini Roma – tra giugno e settembre 2007 all'interno del Festival Internazionale della Fotografia di Roma; Collettiva Premio Vender. agostro/settembre 2007, (R.Ballen, D. Coletti, M.Poli, L.Velasco, N.R.De Arellano Conde.); "Ispantos" personale Palazzo Libera – Villa Lagarina. ottobre/novembre 2007; "l’isola meravigliosa", Isf-ci /Palazzo Cerere 7 febbraio 2008 Roma (Dario Coletti – Tagashi Koguchi); 2008 14 febbraio – 14 marzo Roma "unescoitalia 41 siti patrimonio mondiale nell'opera di 14 fotografi.(opere di O.Barbieri, G.Basilico, G. Berengo Gardin, L.Campigotto, D.Coletti, W. Guerrieri, V. Fossati, M. Iodice, G. Leone, M. Lecimple, R. Mariniello, L. Romano, F. Scianna.)
Negli ultimi anni si sta dedicando all'approfondimento del linguaggio del film documentario.

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