Ozieri, Sabato 21 Settembre 2019

Stele funeraria rinvenuta ad Ozieri in località Suelzu

La località di Suelzu continua a svelarci la storia del territorio

Rinvenuta casualmente una stele funeraria di epoca romana imperiale. Il monumentino, superiormente a forma ogivale, ha un’altezza di circa 50/60 cm.

La stele funeraria rinvenuta ad Ozieri in Località Suelzu

Era lì da chissà quanto tempo, un piccolo masso uguale a tanti altri. Rimosso e rivoltato da un agricoltore per agevolare l'aratura dell'uliveto, la pietra informe diventa una testimonianza archeologica, confermando e aggiungendo un altro tassello a quanto già fin dalla fine dell'Ottocento si sapeva della stessa località.

Oltre a importanti reperti preistorici e protostorici, rinvenuti da quell'attento ricercatore che fu il Notaio Biddau, fondatore della Banca Agricola di allora, le ricerche svelarono la presenza di una domus rustica, una fattoria per dirla in breve, i cui reperti di epoca romana, per generosità del Canonico Amadu, arricchiscono le vetrine del Museo Civico di Ozieri.
Alle prime foto pervenute al museo, è seguito l’esame della direttrice del Museo, dott.ssa Lucrezia Campus, che la ha riconosciuta come una stele a specchio, arredo tombale di una necropoli collegata alla domus rustica.

Il monumentino, superiormente a forma ogivale, ha un'altezza di circa 50-60 cm.
Posteriormente e lateralmente non presenta tracce di lavorazione. Anteriormente una profonda incisione la divide in due specchi. Quello inferiore si presenta più liscio di quello superiore, dove compare, realizzata a incisione, una faccina dal lungo collo.
L'ineguale lavorazione dei due specchi fa pensare a un primo utilizzo della stele con lo specchio più liscio posto superiormente, cioé come in una stele non figurata (aniconica), e solo in un secondo momento riutilizzata incidendola sulla superficie meno liscia.

Nel Civico Museo è presente un altro monumento simile proveniente da Cuzi, da un altro cimitero collegato al fondo rustico di un certo Cossius. Mentre ad Ozieri questo tipo di stele funeraria si rinviene sporadicamente, con maggior frequenza si ritrova in Anglona e territori limitrofi, come Sorso, Castelsardo, Tergu, Valledoria, Viddalba, Sennori e Sedini, ma anche nell'oristanese e sud dell'Isola.
Un numero importante se ne recuperò ad Ossi, pubblicato dalla Lo Schiavo.

La presenza in epoca romana di queste stele si fa risalire a una tradizione delle popolazioni sarde punicizzate.
Al momento non si conosce una datazione precisa. Solo lo scavo di Ossi ha permesso di stabilire il loro uso entro il II Secolo d.C.
Il ritrovamento è già stato comunicato agli organi di tutela e si attende la decisione della Soprintendenza Archeologica in merito alla sua esposizione nel Museo CivicoLink esterno, apre una nuova finestra, come richiesto dal sindaco Leonardo Ladu.

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