Ozieri, Mercoledì 16 Ottobre 2019

La discarica di Coldianu (Foto Michele Costanza)

La Giunta Regionale ha definito le procedure e le nuove tariffe per il conferimento dei rifiuti

Oltre trenta sindaci dei comuni che dal 2010 conferiranno al nuovo impianto di compostaggio e selezione di Coldianu, si sono riuniti per protestare contro l’aumento del 40% della tariffa di smaltimento deciso dalla Giunta Regionale il 29.12.2009. Chiesto un incontro urgente con l'Assessore Regionale all'Ambiente e dichiarato lo stato di agitazione del territorio. Si cerca di scongiurare l'aumento dei costi e quindi delle bollette a carico di cittadini e imprese.

Con una delibera del 29 dicembre la Giunta Regionale ha definito le procedure e le tariffe per il conferimento dei rifiuti. I comuni del Logudoro, Goceano, Meilogu e Coros, dovranno conferire al nuovo impianto di compostaggio e selezionamento realizzato dal Consorzio Industriale di Chilivani a Coldianu. Un moderno impianto costato 6 milioni di euro finalizzato a produrre compost di qualità e a selezionare le frazioni di rifiuti che vengono conferiti in maniera indifferenziata.
Le nuove tariffe di conferimento decise dalla Regione prevedono però un aumento complessivo di oltre il 40 per cento a carico dei comuni. I sindaci di oltre 30 comuni del territorio, preoccupati dall'aumento dei costi del servizo di raccolta, che necessariamente dovranno ricadere sulle famiglie e sulle imprese, in un momento di particolare crisi economica, si sono incontrati il 30 dicembre nella sede del Consorzio Industriale per organizzare una azione di protesta e chiedere alla Regione la revisione delle tariffe.
È stato elaborato un documento, pubblicato di seguito integralmente, con il quale si chiede un incontro urgente con l'Assessore Regionale all'Ambiente e dichiarato lo stato di agitazione del territorio. I sindaci si riservano la facoltà di non firmare le convenzioni proposte.

DOCUMENTO DEI SINDACI

I Sindaci dei Comuni che conferiscono al nuovo impianto di compostaggio di Coldianu, riunitisi in data 30/12/2009 presso la sede del Consorzio Industriale di Chilivani, hanno esaminato la delibera n.ro 52/16 del 27/11/2009 con cui la Giunta Regionale. ha disciplinato l'entrata in vigore del D.Lgs. 36/2003, relativo al divieto di conferimento in discarica della frazione secca dei rifiuti se non preventivamente trattati, a meno che non provengano da una adeguata raccolta differenziata a monte; nel contempo la delibera determina a partire dal 1/1/2010 la nuova tariffa di conferimento per la frazione secca residua al netto di IVA 10% , che sarà pari a 94,91 euro/ton, contro i precedenti 65 euro/ton, mentre la tariffa per il conferimento della frazione organica sarà di 70,58 euro/ton, sempre al netto di IVA; la stessa delibera prevede inoltre che la premialità dovuta ai Comuni che superano le percentuali di raccolta differenziata stabilite nella delibera della G.R. N. 75/18 del 30.12.2008 saranno erogate solo se la frazione organica sarà conferita in sacchetti biodegradabili presso impianti che producono compost di qualità.

I sindaci mettono in evidenza come l'aumento di costi dovuti al pre-trattamento della frazione secca dei rifiuti, si abbatte indiscriminatamente su tutti i Comuni, e non solo su quelli che non differenziando adeguatamente alla fonte.
Infatti, da un lato i Comuni cosiddetti virtuosi devono sostenere maggiori oneri alla fonte per poter conseguire notevoli risultati nella differenziazione, dall'altro devono sostenere ulteriori costi per il pre-trattamento di una frazione secca che necessita parzialmente di trattamento prima di essere conferita in discarica. Questo daltronde prevede il D.Lgs. citato.

Per ovviare a questo paradosso tecnico ed economico i sindaci propongono che la Regione intervenga individuando sub-ambiti provinciali, e distinguendo i Comuni che differenziano adeguatamente alla fonte e possono conferire direttamente in discarica, da quelli per i quali è necessario il pre-trattamento.
Tale differenziazione non può che portare a una diversificazione delle tariffe di conferimento, oppure comportare una restituzione ai Comuni virtuosi (con percentuali maggiori del 50% di differenziazione) dei maggiori oneri sostenuti per il conferimento a partire dal 1/1/2010.

Relativamente alla decisione assunta nella delibera predetta, che prevede l'erogazione della premialità, ovvero dello sconto sulla tariffa di conferimento del secco, solo se la frazione organica viene conferita in impianti che producono compost di qualità, i sindaci sottolineano che nella malaugurata ipotesi che l'impianto di Mores, nel quale conferisce la stragrande maggioranza dei Comuni, tra l'altro in virtù di contratti pluriennali, non risultasse produrre compost di qualità, i Comuni si vedrebbero costretti, pur di avere la premialità, a conferire nell'impianto di Coldianu a costi raddoppiati (si va da 35 a 70 euro più IVA a tonnellata) oppure si vedrebbero costretti a perdere il beneficio della premialità pur avendone tutti i requisiti.
Nell'un caso e nell'altro si avrebbe un notevole maggiore onere nel conferimento.

In definitiva la delibera in questione prevede da un lato un ingiusto aumento dei costi di conferimento del secco, e dall'altro paventa, altrettanto ingiustamente, un raddoppio dei costi di conferimento delle frazione organica. Sommando questi due fattori si avrebbe un incremento dei costi di conferimento del 30-40 per cento, costo che dovrebbe poi riversarsi sui cittadini.
I sindaci sottolineano che nella situazione economica in cui ci dibattiamo, non sembra quella prospettata un'ipotesi sostenibile. Oltretutto in questo modo si vanifica tutto il lavoro di educazione ad un corretto comportamento da parte dei cittadini, lavoro che è tuttora in corso, e che si basa sulla promessa di non aumentare, e forse diminuire le tariffe grazie ai risparmi conseguiti attraverso una raccolta differenziata spinta.

I sindaci hanno chiesto un incontro urgente con l'Assessore Regionale all'Ambiente, nel frattempo dichiarano lo stato di agitazione del territorio e si riservano la facoltà di non firmare le convenzioni proposte.

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