Ozieri, Martedì 17 Settembre 2019

Un'immagine dell'Ippodromo di Chilivani (foto E.Pane)

L’Unire taglia corse e premi per gli ippodromi di Chilivani e Sassari

Il calendario delle corse 2010 predisposto dall’Unire prevede un taglio da 16 a 8 delle corse serali a Chilivani e riduce a 5 quelle previste a Sassari.

È a rischio il futuro del cavallo sardo e dell'intero comparto ippico isolano.
Dura protesta dei proprietari, allevatori e fantini che si sono incontrati nell'aula consiliare del Comune di Ozieri per esprimere rabbia e preoccupazione.

Fa discutere il fatto che i tagli interessano gli ippodromi sardi (e non ad esempio Grosseto o altri della Penisola) che sono gli unici in Italia che hanno tenuto sul fronte del giro scommesse, aumentato il pubblico e soprattutto in crescita con il numero dei cavalli partenti. Inoltre Chilivani svolge un ruolo di vivaio per cavalli e fantini di servizio agli altri ippodromi italiani. In Sardegna operano 300 aziende-scuderie che allevano il 90 per cento dei cavalli mezzosangue e puro sangue arabo italiani.

Il sindaco Leonardo Ladu chiede un urgente intervento della Regione Sardegna a sostegno della rivendicazione e di un settore rilevante dell'economia e della società sarda. La "Ippodromo di Chilivani Ozieri Srl", invia una nota di protesta ed una proposta di modifica del calendario che verrà discussa a Roma. (vedi nota).

Nota del Presidente della S.r.l. Ippodromo di Chilivani Ozieri

Indirizzata al Presidente dell'UNIRE, dott. Goffredo Sottile, e al Segretario dell'UNIRE dott. Riccardo Acciai - via C.Colombo 283, Roma

Oggetto: Osservazioni su proposta calendario corse UNIRE 2010

Questa Società nell'esaminare la bozza di calendario 2010 proposta da codesta UNIRE, ha constatato, con grande sorpresa, non solo la sproporzionata riduzione delle giornate (-24% che sommato alla riduzione del 2009 arriva al 41%, a fronte di altri casi che vanno invece da -0,00% a - 18,08%, sino a -44% di Sassari, caso strano, sempre in Sardegna!), ma soprattutto la sua illogica distribuzione stagionale, l'evidente mancanza di una seppur minima valutazione della produttività dell'Ippodromo di Chilivani, del suo ruolo insostituibile per la regione geografica e per l'allevamento e infine quasi il dispregio per l'antica cultura ippica degli appassionati sardi.

Questa proposta di calendario infatti, penalizza in maniera gravissima l'attività di Chilivani, cancellandone la continuità delle riunioni di corse, storicamente distribuite su otto mesi e riducendolo ad un ruolo marginale, di sola rilevanza locale. Per queste e per altre ragioni che si espongono di seguito, non è possibile in alcun modo accettare questa proposta che vedrebbe soltanto quattro giornate ordinarie a maggio, quattro inutili e improduttivi pomeriggi assolati e deserti ad agosto, per poi riprendere ad ottobre con le corse al mattino. Si immagini quali investimenti in "lavoro" e annessi e connessi dovrebero fare le scuderie, gli allenatori, i fantini e tutto il comparto alimentato dal montepremi, aspettando di poter correre e di incassare le vincite di queste scarse giornate, ad andar bene ad ottobre!.

Con questo calendario anche la Società non potendo contare sui proventi delle scommesse per tanti mesi di inattività dovrebbe comunque garantire l'attività del centro di allenamento anticipando notevoli spese per l'esercizio dell'impianto e per la manutenzione delle piste, ricorrendo alle banche e creando diseconomie.

Con l'eliminazione elle giornate di corse pomeridiane dei mesi primaverili e di settembre verrebbero a mancare inoltre proprio quelle occasioni che, sa sempre, si sono dimostrate le più remunerative (nel 2009 sono stati realizzati movimenti medi per giornata ordinaria di € 457.781,88 di cui € 26.308,13 sul campo, mentre le matinée hanno prodotto mediamente dei movimenti di gran lunga inferiori, pari a €237.708,55 di cui € 12.931,11 sul campo!

Non bisogna poi dimenticare che la Sardegna - oltre ad essere essa stessa terra di produzione di PSI con numeri ragguardevoli - ha dato e da ancora un contributo determinante nelle transazioni alle aste PSI e alleva la quasi totalità dei cavalli Anglo Arabi ed Arabi da corsa che nascono in Italia.

Il bacino dei cavalli allevati o acquistati alle aste, preparati all'Ippodromo di Chilivani e che partecipano alle corse in sardegna ammonta nel 2009 a 548 soggetti tra P.S.I., A.A. e P.S.A. il che ha prodotto una fra le più alte medie di cavalli partenti (circa 11 per corsa!). Essi contribuiscono anche, in maniera significativa, ad arricchire il campo partenti negli Ippodromi nazionali. Toscana in particolare. Ciò è dovuto soprattutto al fatto che l'Ippodromo di Chilivani svolge egregiamente la funzione di Centro di Allenamento. Si rammenta solo a titolo di esempio che il cavallo Groom Tesse, vincitore del Derby Italiano 2004 è stato preparato e ha debuttato a Chilivani prima di trasferirsi a Roma.

Altre motivazioni per richiedere la modifica di questa proposta di calendario riguardano le corse riservate ai cavalli A.A. e P.S.A. per le quali si rimarca la totale mancanza del giusto approccio e dell'idispensabile atteggiamento culturale che rischierebbe di distruggere un patrimonio faticosamente salvaguardato, migliorato e selezionato nel tempo, a partire dal 1921.

Come già proposto dallo scrivente, legale rappresentante della Società nella riunione tra UNIRE e rappresentanti delle categorie dell'ippica, in data 14 dicembre 2009 in Roma, la programmazione delle corse A.A. e P.S.A. non può non tener conto di alcuni criteri fondamentali:

1) Dette corse rivestono anche il significato di prove funzionali, per fornire fondamentali dati alla selezione, in vista dell'utilizzo anche in altre discipline e per la scelta dei riproduttori. Solo a mò di esempio si ricorda che l'unico cavallo italiano, dal 1960 ad oggi, che abbia conquistato una medaglia olimpica nel completo di equitazione, è stato l'A.A.S. Rohan de Lechereo, già vincitore a Chilivani del Gran Premio Sardo. Sempre a mò di esempio si ricorda che nell'endurance, diversi cavalli A.A. e P.S.A. provenienti dalle corse, si sono distinti fino alla conquista del titolo mondiale.
Da questa premessa discende la necessità di prevedere un idoneo percorso di avvicinamento alle corse più importanti, che devono essere calendarizzate secondo criteri legati alla tradizione storica ormai invalsa ed alle esigenze dei confronti internazionali che si svolgono a Chilivani, ininterrottamete dal 1987.
L'assenza di appuntamenti prima del mese di maggio e l'eliminazione delle due giornate di giugno, comporterebbe conseguenze del tutto illogiche, penalizzanti e perciò iammissibili come: a) la costrizione per i puledri A.A. e P.S.A. in allenam,ento in Sardegna, di andare al debutto fuori dell'Isola in corse non sempre ideali, con gli immaginabili disagi in termine di stress, costi ed organizzazione; b) la punizione ingiustificate per un bacino di utenza, unico in Italia, che vede presenti gran numero di allevatori, proprietari, pubblico (anche con qualsiasi condizione atmosferica), nonostante la programmazione 2009 in giorni feriali sempre variati. È appena il caso di ricordare che il criterio del tener conto dei bacini di utenza (cavalli stanziali, pubblico e gioco), così come quello delle aree geografiche, raccomandato nelle linee guida ministeriali e negli stessi programmi UNIRE, sembra non sia stato minimamente applicato.

2) Le scelte proposte appaiono del tutto illogiche anche sulla base di altre considerazioni:
a) dal punto di vista meteorologico non avere corse nei mesi di marzo, aprile, giugno e settembre ed invece avere quattro pomeriggi ad agosto, non trova giustificazione se non nelle esigenze del palinsesto che peraltro si potrebbero soddisfare in altro modo. Questa scelta sarebbe da considerare per lo meno sciagurata se non addirittura cinica e punitiva nei confronti di cavalli, allenatori, fantini e pubblico;
b) alla luce dei criteri deliberadi dalla CIAA (Confederazione Internazionale dell'Anglo Arabo) cui l'UNIRE aderisce, non è realizzabile la più volte sollecitata classificazione delle corse "di gruppo" in quanto con le sole quattro corse nel mese di maggio, è impossibile, come già ricordato, la collocazione del Meeting Internazionale, tradizionalmente fissato ai primi di giugno, dopo un percorso selettivo che si snodava per 12-13 giornate primaverili.
Non è parimenti possibile una adeguata programmazione delle storiche corse classiche (Derby dell'A.A., Gran Premio dell'A.A., Derby del P.S.A.) pena il totale svilimento e l'umiliazione di operatori e pubblico, in quanto con l'attuale proposta di calendario si dovrebbero collocare al mattino nei mesi di Ottobre, Novembre o Dicembre. Per memoria si ricorda che il Derby Sardo si corre ininterrottamente -salvo parentesi bellica- dal 1921 - quando si disputù la prima edizione alla presenza di Vittorio Emanuele III, Re d'Italia.

Maggiori dettagli sulla produttività delle corse ordinarie primaverili ed estive disputate al pomeriggio si possono evincere dalle tabelle allegate.

Per concludere si confida nella più attenta valutazione della proposta di calendario elaborata dallo scrivente, che si allega alla presente.

Si ringrazia per l'attenzione e si porgono distinti saluti.

Il Presidente, Prof. Francesco Sionis

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