Ozieri, Sabato 21 Settembre 2019

Per sempre lasciami, romanzo di Michela Capone

Presentazione del libro "Per sempre lasciami"

L'ultimo romanzo di Michela Capone sarà presentato venerdì 22 marzo 2013 alle 16,30 nel Centro Culturale San Francesco

Il Consorzio Network gestore del servizio in forma associata del Centro per la famiglia "Lares" all'interno del quale opera il Servizio "Spazio Donna" nell'ambito del PLUS Distretto di Ozieri, organizza la presentazione dell'ultimo romanzo di Michela Capone, scrittrice e giudice presso il Tribunale dei minori di Cagliari, dal titolo "Per sempre lasciami", edito da Arkadia Editore.

Tale evento rientra tra le iniziative promosse dall'Assessorato alla Cultura in collaborazione con l'Istituzione San Michele "Il Marzo delle donne" e si inserisce nell'ambito delle iniziative di sensibilizzazione e di contrasto del fenomeno della violenza di genere.

Il romanzo affronta il tema della violenza intrafamiliare ed è basato su una vicenda realmente accaduta.

L'incontro sarà coordinato dalle operatrici del Servizio Spazio Donna, la psicologa Dott.ssa Elena Biondi e l'assistente sociale Dott.ssa Maddalena Picus.

La presentazione si terrà venerdì 22 marzo 2013 alle ore 16,30 presso la Sala Conferenze del Centro Culturale San Francesco in Ozieri.

Michela Capone.

"Racconta fondamentalmente la storia di una famiglia incestuosa, ma anche di una realtà familiare malata, chiusa in se stessa, caratterizzata da relazioni confuse, omertose, relazioni violente condivise, sottese da una sorta di patto di sangue cementato dalla dipendenza psicologica e dalla paura verso il carnefice, l'uomo, "padrone" della sua donna, dei suoi figli e dei suoi familiari conviventi.
È la storia di una famiglia dove i maltrattamenti e l'abuso sessuale hanno radici lontane, dove il ciclo della violenza non è mai stato interrotto, dove da generazioni sono mancati ruoli definiti.
In questo tipo di famiglia la protagonista, Lucia Trovato annaspa tra sentimenti ambivalenti verso il padre abusante e verso i familiari, anche loro vittime, che subiscono e lasciano che lei subisca, spesso con una sotterranea invidia per essere lei la prescelta dell'aguzzino che ha instaurato una vera e propria egemonia affettiva.
È una situazione gravissima per un adolescente. Lucia Trovato inizia ad essere abusata dal padre a soli tredici anni, si sente sola, abbandonata, ferita nel corpo, sopraffatta psicologicamente, prova un dolore annientante, rabbia, vergogna e un profondo senso di colpa, anche quando troverà il coraggio di denunciare il padre che verrà perciò condannato a seguito di un processo altrettanto doloroso per la piccola e fragile vittima.
Purtroppo la sua vita sarà segnata per sempre; l'ambivalenza del sentimento che la lega al padre e il senso di colpa per averlo fatto condannare l'attanaglia anche ora che sta cercando di organizzare la sua esistenza, lontano dalla sua famiglia che ha perso del tutto.
Alla fine del processo a carico del padre, la povera Lucia ha circa vent'anni e lo invoca, perché il sentimento malato che li ha fino ad allora legati la liberi, ma poi, a distanza di quindici anni, gli scrive una lunga lettera che firma "Per sempre tua", in palese contraddizione con la sua preghiera "Per sempre lasciami".
La protagonista del romanzo, purtroppo, non si è ancora affrancata dalla crudeltà del suo passato.
È veramente inquietante, se si considera che sono fatti realmente accaduti, così come li ho raccontati, con la collaborazione attiva della protagonista e con qualche accorgimento di fantasia per impedire il riconoscimento delle persone realmente esistite e per smorzare la durezza del racconto"...

[tratto da: affaritaliani.libero.it]

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