Ozieri, Sabato 21 Settembre 2019

Colpi di scure e sensi di colpa

Incontri d'autore

Fiorenzo Caterini presenta il suo libro "Colpi di scure e sensi di colpa", Storia del disboscamento della Sardegna dalle origini a oggi. Venerdì 8 Maggio al Centro Culturale San Francesco

Fiorenzo Caterini

Con il suo libro Caterini intende portare all'attenzione nazionale il disboscamento dell'800 della Sardegna, con le sue implicazioni ambientali, storiche e antropologiche ancora attuali. Un esempio di storico sfruttamento di un territorio, con le sue relazioni geopolitiche con il contesto italiano ed europeo.

Questo libro è un saggio che finalmente raccoglie in un unico apparato critico e statistico gli anni del disboscamento della Sardegna.
Una efficace guida per orientarsi nella dimensione e nella natura dei danni ambientali occorsi alla nostra isola a causa dell'opera dell'uomo, dai primi dati tracciabili fino al presente.

Un lavoro storico che non manca di vagliare sotto un aspetto interdisciplinare le varie responsabilitÓ che si sono susseguite in uno dei maggiori scempi ambientali della nostra terra. Il che costituisce anche uno stimolo ed una riflessione alla preservazione del patrimonio esistente da consegnare alle generazioni future.

SINOSSI

Per molto tempo i sardi hanno creduto di vivere in una terra arida, una specie di matrigna inospitale, battuta dai venti, priva di risorse naturali.
Una terra che finiva per forgiare uomini orgogliosi e vendicativi, dediti alla pastorizia e al banditismo.

In realtà questa iconografia è piuttosto recente, e contrasta nettamente con l'idea che della Sardegna si erano fatta gli antichi.
Un'isola mitica, florida, una sorta di terra promessa ricca di risorse, foreste, corsi d'acqua.

Questa idea di Sardegna perdura fino ai viaggiatori dell'800, poi, improvvisamente, lascia il campo a quella descritta dal geografo francese Le Lannou negli anni '30 del 900, che parlava di una sostanziale "mediocrità" della foresta sarda, una visione poi ampiamente ripresa e ripetuta, un po' pedissequamente, da tutti.

Cosa era successo? Cos'è che aveva fatto mutare, nell'immaginario collettivo, la concezione stessa della terra sarda?
Questo libro ripercorre gli anni del disboscamento della Sardegna grazie ad un lavoro interdisciplinare che vaglia i dati statistici, le testimonianze dell'epoca, i documenti, gli aspetti politici, economici, sociali e antropologici, i pareri degli esperti, in particolare dei botanici e dei naturalisti.

Un disboscamento iniziato ai primi decenni dell'800, e proseguito per un secolo, con un picco d'intensità negli Anni '50.

La Sardegna entra nell'800 ricca di boschi e ne esce trasformata, arida e povera. È stato calcolato che i boschi della Sardegna si siano ridotti di almeno quattro quinti nel corso dell'800.
Potenti forze imageeconomiche esterne hanno trasformato, anticipate da una pressante propaganda (la stagione delle riforme dell'800), un sistema sociale e antropologico tradizionale, mutando il rapporto che gli uomini avevano con l'ambiente circostante.
Il bosco, strutturato sistema simbolico e fonte perenne di sussistenza, si trasformò in un mero valore monetario, una sorta di giacimento di legname da consumare e trasformare in valuta. Da allora cambierà tutto, l'isola disboscata si avvierà ad accogliere la monocoltura ovina, funzionale al mercato mondiale, come una colonia qualunque.
Una triste continuità storica, caratterizzata dallo sfruttamento delle risorse naturali, a partire dai punici e dai romani, passando per gli spagnoli, per giungere fino al consumo del territorio di oggi, alle lottizzazioni urbanistiche costiere, all'industria pesante e inquinante, alle servitù militari, allo smaltimento di rifiuti tossici.

Ancora oggi, specie nelle aree del terzo mondo, possiamo osservare un analogo sistema di sfruttamento delle foreste, che stravolge la vita delle popolazioni locali introducendo, infine, coltivazioni di tipo monocolturale. La storia si ripete, in Sardegna e altrove.

Fiorenzo Caterini

Fiorenzo Caterini

Fiorenzo Caterini, 47 anni, cagliaritano d'origine ma residente a Tempio Pausania, Ispettore del Corpo Forestale e Vigilanza Ambientale, ha ricoperto per anni l'incarico di responsabile della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Tempio Pausania, dove ha condotto numerose inchieste giudiziarie di natura urbanistica, paesaggistica, ambientale.

Attualmente riveste l'incarico di Comandante della Stazione Forestale di Luogosanto.
Ha conseguito la Laurea in Scienze dei Beni Culturali e la Laurea Specialistica in Antropologia Culturale, entrambe con il massimo dei voti.

Attivo in campo ambientale e culturale e appassionato di sport all'aria aperta (è stato più volte campione regionale di Triathlon) e di escursioni; da sempre si interessa delle problematiche ambientali dell'Isola, abbinando le competenze professionali con gli studi storici, geografici e antropologici.

In particolare, tra le altre cose, si è interessato alla problematica della sentieristica naturale nell'Isola, fondando insieme ad altri appassionati l'associazione "Asfalto? No Grazie!" per la tutela delle strade storiche e dei sentieri a fondo naturale di interesse ambientale e paesaggistico.

Lo studio sul disboscamento della Sardegna rappresenta la sintesi di un lavoro che ha unito felicemente l'ambito scientifico del Dipartimento delle Scienze Umane presso l'Università di Sassari, diretto dal prof. Mario Atzori, con le esperienze professionali nel Corpo Forestale e Vigilanza Ambientale.

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