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Nuovi incarichi nella Diocesi di Ozieri

Data: 17/12/2008
Nuovi incarichi nella Diocesi di Ozieri

La parrocchia di San Francesco rivolge un riconoscente saluto a Don Demartis e un caloroso benvenuto Don Andrea e Don Angelo. Chilivani accoglie Don Eugenio

Dopo venticinque anni di apostolato nella parrocchia di San Francesco Don Luciano Demartis lascia il suo incarico. Era succeduto nell'aprile del 1984, all'indimenticabile don Salvatore Careddu.

I fedeli ricorderanno sempre con grande gratitudine l'assiduo e fattivo impegno di don Luciano, uomo di grande cultura e dedizione espressa in ogni occasione a favore di chiunque, senza distinzione alcuna.

Rimarrà comunque nell'ambito della diocesi essendo stato nominato dal vescovo Sergio Pintor direttore dell'ufficio per i Beni Culturali.
Gli sono subentrati nell'incarico i giovani ma già esperti sacerdoti don Andrea Olivas, proveniente dalla parrocchia Sacro Cuore di Chilivani, e don Angelo Malduca, attualmente vicario parrocchiale a Pattada.

Alle ore 17 di domenica 7 dicembre 2008 i nuovi sacerdoti hanno fatto il loro ingresso ufficiale a San Francesco con una concelebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Sergio Pintor. Contemporaneamente don Eugenio Cocco, titolare della Basilica della Madonna del Regno di Ardara, è stato nominato parroco del Sacro Cuore di Chilivani.

Il saluto del Sindaco di Ozieri a don Luciano, don Andrea e don Angelo

Siamo qui tutti riuniti, in una delle chiese più belle della città, per partecipare ad un evento di grande importanza per la comunità parrocchiale di San Francesco, per l'intera diocesi, ma anche per tutta la comunità di Ozieri.

A nome di tutta la città, mi rivolgo dunque in primo luogo al carissimo don Luciano.
Non lascia la nostra comunità, lascia, per motivi di salute, l'incarico di parroco di San Francesco, ed è chiamato a svolgere un compito di grande responsabilità come Direttore dell'ufficio diocesano per i beni culturali.

Egli ha guidato per tantissimi anni questa parrocchia ed ha profuso in questo impegno tutte le sue energie, tutto se stesso.
Non voglio certo raccontare la sua storia, ma permettetemi di cogliere nella sua ricca personalità un tratto originale, bellissimo che ha colpito me, ma, sono sicuro, anche tanti altri ozieresi.
Nel suo lavoro pastorale si coglieva sempre una sorta di radicalità, di fermezza e durezza che al primo impatto suscitava sconcerto e perplessità, ma in realtà, oltre la scorza, rivelava la volontà di trasmettere un messaggio coraggioso ed altissimo.

Essere cristiani non è facile, anzi è difficilissimo e durissimo. La pratica dei sacramenti (matrimonio, cresima, comunione)- diceva- non è solo una pratica legata alle tradizioni, ma momento decisivo della vita di un cristiano, che richiede il massimo di consapevolezza e di preparazione.

In questa società secolarizzata, in cui le statistiche dicono che siamo tutti credenti, Egli affrontava con fermezza le contraddizioni della vita moderna, richiamando tutti a responsabilità e coerenza.
Questo richiamo ai valori fondanti della responsabilità è il tesoro più importante che lascia in eredità non solo ai credenti ma a tutti gli uomini di buona volontà.
Noi, tutta la città di Ozieri, lo ringraziamo per questo, per tutto il generoso lavoro di formazione, di educazione, di esempio, di lavoro, che ha dedicato alla città.

A NOME DI TUTTI GRAZIE DON LUCIANO.

A nome di tutta la città mi rivolgo poi a don Andrea e don Angelo. Siamo particolarmente felici che due giovani sacerdoti, pieni di energie fresche e vitali si mettano al servizio della nostra città per svolgere il loro alto compito di guide e pastori spirituali.

Don Andrea ha svolto importanti esperienze in altre parrocchie ed ha collaborato a lungo presso la curia. Nel pieno della maturità è chiamato a guidare una delle più importanti parrocchie della diocesi, la parrocchia del centro storico di Ozieri.

Don Angelo è ancora giovanissimo ed ha da poco finito un lungo periodo di formazione e di studio.
Sono chiamati in piena corresponsabilità ad un importantissimo impegno.
Anche nella mia memoria li accomuno rispetto alle loro radici familiari.
Da giovane, nel mio impegno sindacale, ho conosciuto i loro padri sul campo, al lavoro. Provengono da famiglie cristiane, povere e dignitose. I due sacerdoti hanno radici sane e profonde.
Qualche tempo fa don Angelo in un giornale parrocchiale di Cagliari scriveva: ''Il cristiano è un uomo come tutti gli altri, che partecipa alla vita della società come i suoi simili, sperimenta gioie e dolori di tutte le persone del suo tempo, testimone della sua fede nella vita di tuuti i giorni, nella nostra famiglia, nel lavoro, nella scuola, in tutti gli ambienti in cui viviamo e nelle situazioni in cui siamo immersi''.

Queste parole sembrano anticipare il vostro nuovo programma di lavoro, per vivere immersi nella nostra comunità ed operare per migliorarla.
Noi vi chiediamo in particolare di avere una attenzione verso i giovani perché insieme ad essi possiate concorrere a costruire una società migliore di quella che abbiamo creato noi.
Siamo sicuri che non ci deluderete.

A nome di tutta la città vi faccio gli auguri più sinceri di buon lavoro.
Saluto con affetto i vostri genitori, parenti ed amici che si stringono intorno a voi per incoraggiarvi nell'impresa.

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