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Una richiesta di incontro con i vertici della Asl e la costituzione di un comitato di mobilitazione del territorio

Data: 14/05/2010
Una richiesta di incontro con i vertici della Asl e la costituzione di un comitato di mobilitazione del territorio

Si è conclusa con queste 'decisioni operative' l'assemblea pubblica convocata dal Consiglio comunale all'ospedale 'Segni' dopo il ridimensionamento del presidio e l'accorpamento dei reparti di Ortopedia e Chirurgia stabiliti dalla Asl.

Ad aprire il dibattito dell'assemblea pubblica è stato il sindaco Leonardo Ladu, che ha elencato tutte le criticità della struttura, dalle sale operatorie al personale, dalla mensa ai servizi, fino alla crisi di Senologia, Ortopedia e Pediatria.

Assemblea all

'Abbiamo sostenuto la necessità di un confronto in tutte le sedi e siamo andati avanti in maniera responsabile, consapevoli delle difficoltà economiche e finanziarie - ha detto il sindaco-. Forse caso unico in Italia, abbiamo messo da parte le logiche di schieramento politico per portare avanti, tutti insieme, le rivendicazioni per i diritti di questo territorio. Ma ora, di fronte alle decisioni della Asl, dobbiamo dire che i risultati non ci sono stati'.
Il riferimento è alla chiusura delle sale operatorie di chirurgia, dichiarate inagibili (nonostante un padiglione nuovo a pochi passi di distanza) e a 'A un milione di euro disponibile da cinque anni, che non È stato utilizzato neanche per redigere i progetti'.
Sul tavolo dell'emergenza, però, ci sono anche i ritardi con la risonanza magnetica, la mancanza degli investimenti promessi e l'attuazione delle politiche di rilancio.
La conseguenza di tutto questo, 'non è casuale', ne ha dedotto il sindaco. 'C'è una regia che opera da tempo per centralizzare ogni logica decisionale a scapito delle zone interne'. Per questo ha rivolto un appello a una mobilitazione di tutti i cittadini, perché la parola d'ordine è 'non rimanere isolati alla vigilia di decisioni drammatiche per il nostro territorio'.
Sulla stessa linea anche i rappresentanti dell'opposizione in Consiglio comunale, che hanno sottolineato 'un accordo già esistente per bloccare il servizio, perché non à possibile che un attimo dopo la divulgazione della decisione aziendale il trasferimento dei reparti è già cosa fatta'.
Puntuale e preoccupante l'intervento del vicesindaco Filippo Fele, nella doppia veste di medico e amministratore, che ha denunciato il prevalere degli interessi della sanità privata nelle politiche regionali. 'Il reparto di Pediatria è andato avanti per decenni grazie agli straordinari e all'impegno del personale - ha detto il vicesindaco numeri alla mano-. Ma oggi, per 120 mila euro, il reparto sta crollando, mentre la Regione spende 67 milioni di euro per la specialitica ambulatoriale privata con un aumento di 4 milioni di euro in pochi mesi'.
'Il momento è difficile - ha concluso il sindaco- ma sono convinto che con la mobilitazione di tutti i risultati si possano ancora ottenere. Non chiediamo la luna ma solo il rispetto dei patti: abbiamo fatto una trattativa e ora dobbiamo arrivare alla fine per risolvere l'emergenza attule, discutere del futuro e superare la cronica mancanza di personale'.
Alla manifestazione ha dato il suo appaggio anche la chiesa.

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